La Storia di Trieste

Trieste e i suoi dintorni erano abitati già nel II millennio a.C., come ci raccontano i reperti archeologici rinvenuti ed i successivi lasciti dei Romani che conquistarono la città intorno al 178 a.C., fortificandola con mura e costruendovi anche un teatro, ancora oggi ammirabile ai piedi del colle di San Giusto.

Dopo la caduta dell'Impero Romano la città fu soggetta all'Impero Bizantino, quindi ai Franchi dal 787, per poi divenire nel XII secolo un Libero Comune dalla storia conflittuale con Venezia, Repubblica che aspirava al dominio. Proprio il protrarsi delle ostilità con la Serenissima indussero Trieste, alla fine del Trecento, a porsi sotto la protezione dell'Impero Austriaco al fine di proteggere parte della sua autonomia.

La storia di Trieste proseguì tra fasi di decadenza e prodigiose rinascite, come quella del Settecento, complice la decisione dell'Imperatore Carlo VI d'Asburgo di dichiararla porto franco, riconoscendone la centralità per il fatto di rappresentare il solo sbocco al mare dell'esteso e potente Impero. Trieste divenne così il principale centro commerciale dell'Austria, l'economia fiorì e la città ampliò i propri confini con la costruzione del Borgo Teresiano, in onore dell'Imperatrice dell'epoca Maria Teresa d'Asburgo.

La fine dell'Ottocento è segnata dal fenomeno dell'irredentismo, dalla volontà di parte degli abitanti di Trieste di essere italiani, speranza avveratasi con il Trattato di Rapallo del 1920 che sancì ufficialmente l'allargamento dei confini italiani ad inglobare Trieste e i suoi dintorni, pur nel persistere di disordini da parte delle minoranze ostili a tale scelta.

La Seconda Guerra Mondiale ha segnato profondamente la storia di Trieste, occupata nel 1943 dalle truppe tedesche e quindi sottoposta ai bombardamenti da parte degli Alleati. Una delle testimonianze più forti dell'epoca è la Risiera di San Sabba, riconvertita dai fascisti destinandola a campo di smistamento per i deportati in Germania e in Polonia e in campo di prigionia per italiani e slavi.

Gli orrori della guerra sono vivi a Trieste anche nelle testimonianze delle foibe, le buche carsiche nelle quali sono stati gettati i cadaveri degli italiani uccisi per ragioni politiche o etniche dai partigiani jugoslavi.

 

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